Attività di ricerca in Antartide a Napoli Parthenope

ATTIVITA’ DI RICERCA IN ANTARTIDE A NAPOLI PARTHENOPE

Presso l’Università degli Studi Napoli Parthenope sono condotte diverse attività di ricerca in Antartide. I principali temi di ricerca includono:

1. Monitoraggio

Negli ultimi anni, la ricerca marina nell’Oceano Meridionale e nel Mare di Ross è stata effettuata da un team di oceanografi italiani a bordo della nave R/V Italica e di altre imbarcazioni (Araon, Agulhas, Agulhas-2). Queste attività, finanziate dal Progetto Nazionale di Ricerca in Antartide (PNRA), includono principalmente:

  • osservazioni relative alla Corrente Circumpolare Antartica usando batitermografi (XBT e XCTD);
  • 20 anni di osservazioni relative alla Corrente Circumpolare Antartica usando sonde XBT e XCTD lungo le rotte Nuova Zelanda-Antartide e SudAfrica-Antartide;
  • 20 anni di osservazioni idrologiche (CTD) lungo la colonna d’acqua;
  • una rete di monitoraggio nel Mare di Ross (progetto MORSea) costituita al momento da 4 mooring (B, D, G, L) equipaggiati con correntometri, unità CTD, trappole per il sedimento e torbidimetri;
  • misurazioni lagrangiane attraverso l’utilizzo di drifter SVP e ARGO nell’ambito del programma ARGO-Italy;
  • misurazioni telerilevate satellitari (per lo studio delle proprietà fisiche e biogeochimiche del Mare di Ross e della polynya collocata nella baia di Terra Nova, così come per il monitoraggio del ghiaccio marino e del suo spessore nel Mare di Ross e nel Mare di Weddell).
  • Ulteriori attività di osservazione/monitoraggio, finanziate dal PNRA per l’estate australe 2016/2017, saranno condotte da ricercatori e dottorandi dell’Università Parthenope a bordo della R/V Italica e della R/V Agulhas-2: profili di turbolenza, CTD, LADCP e misurazioni biologiche lungo la colonna d’acqua saranno effettuati nel Mare di Ross; misure XBT ed XCTD saranno raccolte nel settore atlantico dell’Oceano Meridionale; misurazioni lagrangiane saranno eseguite durante le estati australi 2016/17 e 2017/18.

    2. Modelli

    Negli ultimi due anni una versione personalizzata del Princeton Ocean Model è stata implementata in un settore dell’Oceano Australe tra i 90°E e i 250°E e tra gli 80°S e i 30°S con una risoluzione orizzontale di 0.18°. L’obiettivo è quello di estendere il limitato dominio spaziale del Princeton Ocean Model a tutto l’Oceano Australe mantenendo le medesime risoluzioni orizzontali e verticali.
    E’ stato inoltre sviluppato un modello regionale per la simulazione della dinamica del ghiaccio marino in Baia Terra Nova al fine di studiare i processi che regolano apertura e chiusura dell’omonima polynya.

    STUDIARE L’ANTARTIDE A NAPOLI PARTHENOPE

    Per maggiori informazioni è possibile rivolgersi al personale direttamente coinvolto nel gruppo di ricerca Climatologia, Meteorologia e Oceanografia Sperimentale presso il Dipartimento di Scienze e Tecnologie dell’Università di Napoli Parthenope.

    Due dottorati sono messi a disposizione dall’Università Parthenope di Napoli, uno in “Scienze del Mare della Terra e del Clima” ed uno internazionale in “Environment, Resources and Sustainable Development”

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