Un artico senza ghiaccio

Una situazione avvenuta 8000 anni fa

Ogni estate si assiste ad un’agonia. Ad un lamento silenzioso. E’ quello del ghiaccio marino nell’Oceano Artico, la cui estensione sta riducendosi sempre più anno dopo anno (-12% negli ultimi 30 anni).
Nel 2016 è stata la più bassa dopo quella registrata nel 2012 e gli scienziati prevedono che entro il 2030 l’Artico potrà essere libero dai ghiacci marini.

E’ mai successo prima nella storia? Perché è così importante il ghiaccio marino?

Rispondiamo innanzitutto all’ultima domanda. In effetti, dal punto di vista economico l’apertura del famoso Passaggio a Nord-Ovest rappresenta un’incredibile occasione di sviluppo, quindi perché preoccuparsi? Al di là degli orsi polari, che necessitano di ghiaccio marino solido per potersi spostare e cacciare, il candido manto bianco che si estende nel suo massimo per quasi 16 milioni di chilometri quadrati sulla superficie dell’Oceano (circa 2300 campi da calcio) ha un ruolo climatico fondamentale. Il cosiddetto: ice-albedo feedback.
In effetti, se l’oceano assorbe la maggior parte della radiazione solare incidente, il ghiaccio la riflette. In termini più rigorosi si dice che il ghiaccio ha un albedo (un potere riflettente) più alto degli oceani. L’implicazione principale di questo meccanismo è che maggiore è la superficie di ghiaccio marino, maggiore sarà la radiazione riflessa, quindi un sostanziale raffreddamento dell’area interessata. Se al contrario, come sta avvenendo oggi, la superficie di ghiaccio marino arretra, sarà l’oceano a ricevere la maggiore quantità di radiazione solare. Il risultato è che l’oceano, diversamente dal ghiaccio, assorbe il calore rilasciandolo poi in un secondo momento rendendo la stagione autunnale più calda della norma e ritardando la formazione del ghiaccio.
Il contenuto di calore degli oceani aumenta e con esso aumentano anche le temperature ai poli, in un ciclo che prende il nome di feedback, la cui complessità, va oltre quanto riportato.

Se dalla fine degli anni ’70 è possibile osservare in diretta l’andamento stagionale del ghiaccio marino sia in Artide che in Antartide grazie ai satelliti, come si fa a capire se quello che stiamo vivendo noi oggi è un unicum storico oppure no? Ci sono stati altri periodi nel passato che hanno avuto periodi di caldo paragonabili ai nostri?

Estensione ghiaccio marino artico
Estensione ghiaccio marino artico. Si noti il trend negativo legato all’estensione estiva

I tradizionali libri di storia non sono in grado di darci una risposta, ma esiste un manuale, non proprio convenzionale, che ci permette di scoprirlo. Il problema è che è scritto con l’alfabeto della chimica e quindi leggibile solo da esperti. Questo manuale è rappresentato dalle carote di ghiaccio: archivi climatici che mantengono memoria degli avvenimenti avvenuti sul nostro pianeta.

Ed è proprio grazie all’analisi di una carota di ghiaccio prelevata dalla Groenlandia che gli scienziati (tra cui Andrea Spolaor e Carlo Barbante dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dell’Istituto per la Dinamica dei Processi Ambientali-CNR) hanno potuto rispondere alla domanda che ci siamo fatti. Nell’articolo pubblicato su Nature è stato evidenziato come l’Oceano Artico fosse libero dai ghiacci 8000 anni fa e che la temperatura era di 2-3°C superiore rispetto all’attuale. Come hanno fatto? Il merito è di un elemento, il bromo, che risulta particolarmente abbondante, in virtù di particolari reazioni chimiche, quando si forma il cosiddetto “ghiaccio del primo anno”, una copertura ghiacciata con un alto contenuto di sali che si forma in inverno, ma che poi finisce per sciogliersi con l’estate. Pertanto, elevate concentrazioni di bromo sono una spia di condizioni del ghiaccio marino artico particolarmente precarie. Attraverso opportuni modelli, gli scienziati hanno potuto calcolare che il mare tra Canada e Groenlandia era quasi totalmente privo di ghiaccio e che anche quello che oggi resiste alle alte temperature doveva essere assente.

Una dimostrazione che il contributo antropico è insignificante? Che la diminuzione del ghiaccio marino fa parte del naturale ciclo tra periodi caldi e freddi? Non proprio. In effetti sussiste una differenza sostanziale tra 8000 anni fa e oggi: la quantità di radiazione proveniente dal Sole che era superiore nel passato rispetto ad oggi.

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